sabato 26 gennaio 2013

lievi torpori

Sì, lo so. So tutto e lo so bene. So cosa passa nella tua testa nelle giornate di pioggia e il motivo preciso per cui non vuoi, non riesci, proprio non ce la fai ad alzarti al suono della sveglia.

mercoledì 16 gennaio 2013

AMORE E SILENZIO


VOGLIO TAPPETI SOTTO I MIEI PIEDI
E AMANTI A CONSOLARE LE NOTTI
COSÌ CHE IL SILENZIO E L’OBLIO
PASSINO INOSSERVATI ACCANTO ALLA MIA FELICITÀ


sabato 15 dicembre 2012

La leva calcistica del... del?


Stasera ho in mente la leva calcistica del…che anno era? Vabè era un’anno: ’83, ’67, ’86. Non fa differenza.

domenica 9 dicembre 2012

avere, essere e andare a male


Tu
Hai delle mani
Grandi
E degli abbracci
Altrettanto grandi
Tu
Hai un colore
Intenso
Per ogni parola
Che graffia

martedì 27 novembre 2012

Budapest

l'ordine è l'architettura della mente
l'architettura è l'ordine della città
la città è l'espressione della socialità

le città sono dei salotti
alcuni più logori altri più brillanti
si mettono in mostra come noi

c'era una casa bellissima
a Budapest
mi parlava di storie passate
seguiva l'ordine delle stanze

di stanza in stanza girovagavo
ascoltando e bevendo discorsi di altri
diversi e lontani adesso non più
questo ho pensato sorridendo al Danubio

lunedì 5 novembre 2012

17maggio2012


Un soffio di vento
Una risata sonora
Un guizzo di luce negli occhi
Ti direi chi sono
In un altro momento
Ti direi d’amarci
È solo che non mi va, capisci?

domenica 28 ottobre 2012

28 ottobre 2012

HO DIVISO LA VITA IN TANTI PICCOLI PEZZETTINI
CHE LASCIO ACCARTOCCIATI LUNGO IL MIO CAMMINO
SONO FRAMMENTI SENZA SIGNIFICATO DI UN TESORO DI POCO VALORE
NON RACCOGLIETELI, NON LEGGETELI
LASCIATELI LI, DOVE LE INTEMPERIE LI DISTRUGGERANNO
L'OBLIO È IL LORO SCOPO, LA FINE LA MIA RICERCA

mercoledì 17 ottobre 2012

12 agosto 2011


Quanto celeste su questi monti della mia terra. Questo agosto di terra, di pietre e di pochi arbusti. E quanto è verde questa terra! Il bosco ci invita ad entrare con fare gentile. E noi camminiamo. Camminiamo sui sassi, sulle foglie, sulla terra del sottobosco, tra i rami dei lecci, ci fermiamo ogni tanto ad osservare un fiore raro, o una farfalla dalle ali particolari. Altre volte si cammina invece in maniera più incalzante, quasi di corsa, perché il sentiero è li davanti a te e ti porta a percorrerlo, ti trascina in lui.
Ma che avessi sandali ai piedi, o buone scarpe da montagna, non ho mai avuto paura di cadere. Quando sono in città invece, e salgo o scendo le scale, mi sento sempre in equilibrio precario e mi immagino rovinose cadute e ruzzoloni.
Dubito di me stessa tutti i giorni in cui mi muovo nell’artificialità dei palazzi costruiti, delle scale in cemento, ma non ho un solo istante di paura quando scivolo sopra una foglia del sottobosco, perché subito riprendo equilibrio e ricomincio a correre, a volare, tra gli alberi e le nuvole.

giovedì 4 ottobre 2012

A tempo determinato



Stiamo vivendo un periodo storico in cui pare essere stato abolito il concetto di eternità. Per carità, in certi casi non è un male, abbiamo forse in questo modo ridimensionato il nostro ego, ci siamo finalmente visti in prospettiva, ci siamo fatti piccoli piccoli e forse anche un po’ più umili. Il concetto di eternità a volte è dannoso.

martedì 2 ottobre 2012

15/8/2012 h 22:27



Pensieri imbottigliati
Ombre che avanzano incerte
Come illuminate da fragili fiammiferi
Ancheggiando sulla strada
Un piede poi l’altro
L’ombra e le figure
Il ragazzo di strada con il cappuccio
(...a ferragosto?!)
Il tizio grasso che porta fuori il cane
La strada di casa che si trova a memoria
Piccoli passi di danza
Grandi sorrisi dalle solide radici
Situazioni che nascono
E situazioni che muoiono
C’est la vie
Demain à Paris
Ne rideremo di gusto
“Bonne nuit, mon amour!”

giovedì 13 settembre 2012

Pioggia e Sole


Fin tanto che agosto ruggiva
di caldo e di sole,
spazzando i pensieri col vento,
ogni cosa sembrava reale
o almeno possibile.

Ora c’è musica
e odore di pioggia:
tamburellano le gocce
tra i ritmi di bossanova.

Le tue braccia sono lontane,
ricordo di un futuro malconcio,
che ci troverà stanchi
prima ancora di passare.

Ma che sia almeno lo stupore
di non averlo saputo presagire
ad asciugare via da questa pioggia
l’amarezza della prevedibilità.

lunedì 10 settembre 2012

orizzontale e verticale (madre e padre)


Sarà quel figlio che non ho madre
che si dibatte dentro di me
per dichiarare il senso di me stessa
a farmi dormire serena.

Quando la luna mi guarda oppure no
sento la terra e il mio sangue
e non li posso ignorare, madre
mentre a piedi nudi danzo
su passi inventati.


Sarà la scelta e la consapevolezza padre
ad illuminare quel poco
che mi permette di tenere alta la testa
su questo sentiero che diventa strada.

Il  futuro è una linea verticale
e io farò quel che potrò, padre
tra i ricordi la polvere e il sangue
per salire sempre più in alto
e non cadere mai.

sabato 1 settembre 2012

luna blu (ovvero: il maglione)


Sa di te ed è bello come te
L’ho preso e l’ho buttato addosso alle transenne
Per liberarmene mentre ballando
Il vestito senza spalline mi scendeva un po’
Scoprendo il segno del costume sul seno
Con un gesto asimmetrico tra pensiero e volontà
I capelli di lato e gli occhi al cantante, bello anche lui
Ho lasciato scoperti il collo e la spalla
Li ho lasciati alla luna, rivolgendomi al palco
Ma la sentivo colpirmi la schiena, luna piena
Luna blu.

mercoledì 29 agosto 2012

la mattina


Attimi
Momenti fugaci
Istanti che passano al volo
Alcuni sono belli come le farfalle
Che ti si poggiano sul naso
Altri fastidiosi come le zanzare
E ti lasciano il prurito

Prima di dormire recito
I miei pensieri a memoria
Faccio di sì con la testa
E mentre scivolo nel sonno
Mi dico “domani lo faccio…”
Ma poi al mattino
Solo del sogno ho il ricordo

E mentre faccio colazione
Do l’acqua alle piante
Che gentili, ringraziano
Col loro profumo
Basilico, salvia, rosmarino
Buongiorno!

venerdì 24 agosto 2012

...e basta.

voglio un campo di grano bruciato dal sole
con le nuvole che mi porto da casa
bianco azzurro e giallo i colori negli occhi

voglio i soffioni da soffiare nel vento
mentre sdraiata sto lì ad osservare
il punto d'orizzonte tra terra e cielo

lunedì 30 luglio 2012

il riso e il pianto hanno un suono simile, se non le vedi occhi e labbra potresti confonderli

Ci sono situazioni da capire e ci sono situazioni da scoprire, parole da dire e parole da pubblicare. Cose da dire a bassa voce, sussurrate all’orecchio, e parole da pensare sperando che vengano sentite da orecchie allenate. Ci sono sempre io davanti allo specchio, che mi confronto e mi confondo, come sempre, ma così mi rassicuro, anche se questo consiste nel constatare che sotto ai miei piedi c’è come al solito una specie di burrone. Sono sempre io che cerco le mie ali, e costantemente sforzo tutti i muscoli del corpo per trovare quel limite, che ormai temo di non avere, ma che continuerò a cercare, per avere un maledetto scopo nella vita. E torno a casa e mi guardo intorno, guardo le tue mani, nonna, piccole e bianchissime, mentre le tengo tra le mie accompagnandoti verso il tavolo da pranzo, e mi guardi e mi dici che hai fame e che mi state aspettando da tanto, da troppo tempo. E così almeno mi sento carica di senso, mi vedo attraverso i tuoi occhi anziani che mi sorridono e mi dicono “andrà tutto bene, andrà tutto bene”, mantra ripetuto e recitato solo da chi ormai lo sa, che è proprio vero, che andrà tutto bene. Perché, perché va bene in ogni caso? E perché dovrei avere paura della morte? Mi sento priva di difese, mi sento cedere all’evidenza degli stati fisici semplici, e mi sembra che non ci sia cosa migliore che io possa fare, per essere al sicuro.

sabato 14 luglio 2012

equilibrio



C’è una scala che regge un telo, sul mio balcone, in modo che mi faccia ombra nelle ore più calde del giorno. L’ho messo io, e per farlo reggere ho messo le mollette dei panni, e l’ho fissato così precariamente anche al tubo dell’acqua e alle ante di legno degli scuri. È il telo arancione che uso per i pic nic, o per rivestire il materasso rovinato che sta sul bancale esterno a mo’ di divanetto. L’ho comprato a Terni quel telo gigante, l’ho preso con mia mamma il primo anno che sono venuta a vivere a Roma. Si è sempre rivelato essere una delle cose più utili e versatili che abbia mai avuto. Ora lo vedo volteggiare a seconda di come soffia il vento, ma nella sua precarietà è da stamattina che si tiene in equilibrio. Alcune volte qualche molletta salta, ma che importa? Ci sono qua io a prendermene cura e a rimetterlo a posto, le poche volte che ce n’è bisogno. Mi sento come quel telo, precaria come lui, tenuta in piedi per i capelli, da mani invisibili che hanno cura di me. Grazie del sole, del cielo azzurro, del vento tra i capelli, e dell’equilibrio che c’è, anche quando non sembra.

lunedì 2 luglio 2012

LUGLIO

si arroventano i pensieri
sotto questo sole di luglio

mi concentro per capire
ma riesco solo a sentire
un progressivo cedere
mi arrendo a questo abbraccio
e faccio quello che posso
per esporre al calore
tutta la pelle che ho

mercoledì 20 giugno 2012

non adesso


No
Non ancora
Non adesso
Non di nuovo
Non così presto
“Aspettami
Non sono pronta”
(sì lo so che sono in ritardo, io sono sempre in ritardo!)
Non arrivo mai in tempo
Trovo già tutto pronto
O ancora tutto da fare
È una linea che gira (grazie Francesco)
E non si ferma mai
Mi coglie sempre alla sprovvista
Sprovvista di tutto
Macchina fotografica compresa
“Torno su un momento a prenderla”
Ed ecco che è già passata
E poi ritorna quando non me l’aspetto più
Mi sveglia strofinandomi la faccia
Sporca di rimmel e col segno del cuscino
Aspetta, aspettami, aspettatemi
“Arrivo, arrivo
Sono già quasi uscita
Sono già quasi pronta”
Ma non lo sarò mai del tutto
Ci sarà sempre una scarpa slacciata
O gli occhiali che non trovo
Ché poi senza non metto a fuoco
Potrei inciampare senza farlo apposta
Però ho rimesso lo smalto
E ho i capelli lunghi e belli
“Scusami, ecco: ho fatto il prima possibile.
Sì lo so che sono in ritardo, ma grazie di avermi aspettata.”
E tu, e voi
Perdonatemi, perché sarò sempre in ritardo
Non sarò mai pronta in tempo
E non avrò mai tutto a posto
Ogni volta ci sarà qualcosa
O la borsa o le scarpe o il sorriso
Sbagliati
Sarò sempre incasinata
Ho rotto l’orologio tanto tempo fa
Ma non trovo mai il tempo di ripararlo

lunedì 11 giugno 2012

neve

la neve bianca, soffice
la neve pura e candida

con gli occhi pieni
di questo candore
ti avvicini e la prendi
a mani nude e calde

ma provi dolore
e freddo: ti brucia.
e tra le dita arrossate
si scioglie per sempre

...la neve.